Anni ‘80: boom edilizio, discomusic e case che consumano tantissimo.

Anni ‘80: boom edilizio, discomusic e case che consumano tantissimo.Ricevo molte richieste da parte di proprietari di case che consumano tantissimo, per lo più costruite negli anni ‘80.

Devi sapere che quasi il 70% delle case esistenti in Italia sono state costruite tra il 1946 e il 1991.
Ciò significa che in Italia abbiamo un patrimonio edilizio tra i più vecchi d’Europa e di conseguenza oggi queste case consumano tantissimo.

Poco meno della metà sono state realizzate tra gli anni ’70 e ’90, quando il costo dell’energia era ben diverso da oggi e ancora non si ragionava nell’ottica di tutela del pianeta e soprattutto delle risorse, come invece accade adesso.

Gli anni che vanno dal 1952 e il 1963 sono stati quelli del boom economico per l’Italia e di conseguenza sono stati anche gli anni del boom edilizio. In quegli anni gli stipendi raddoppiarono, la disoccupazione scese al di sotto del 3%, le condizioni di vita migliorarono notevolmente e i tassi di interesse erano ai minimi storici.

Per questi motivi sempre più persone potevano permettersi di costruire o acquistare una casa di proprietà.

Erano anni in cui l’economia tirava, anni di spensieratezza e di positività; erano gli anni della disco music, de “La febbre del sabato sera”, degli Abba di “Dancing Queen” e tutti i grandi artisti e successi che ancora oggi si ascoltano per l’allegria e la carica che trasmettono.

Le cose andavano bene e il costo dell’energia non era un problema, quindi si costruiva senza pensare che probabilmente, un domani, sarebbe stato fondamentale ridurre al minimo i consumi.

Se anche tu vivi in una casa anni ’60, ’70 o ’80, ti sarai accorto che sono edifici – vampiro che succhiano una quantità enorme di energia.

Questo si ripercuote sia sulle tue tasche, dato che le bollette di gas e elettricità sono in continuo aumento, sia sulla tua salute.

Oltre a essere cambiate le esigenze, oggi sono cambiati il modo di abitare, i materiali e le tecnologie costruttive.

Se negli anni ’70 l’infisso con il vetro singolo era il top della gamma, oggi si pensa a tripli vetri con gas e a trattamenti basso-emissivi per ridurre al minimo le dispersioni di calore in inverno e l’ingresso del sole in estate.

Negli anni ’70 la tipologia di muratura più evoluta era fatta con mattoni pieni e una camera d’aria in mezzo. Al tempo questa soluzione era il migliore degli optional in quanto a isolamento termico.

Oggi le cose sono ben diverse: come minimo nelle regioni del Nord si applica un isolante di 10 cm sulla parete per rendere l’involucro il più resistente possibile al passaggio del calore.

Spesso questo tipo di abitazioni, non essendo isolate, presentano una serie di difetti come, per esempio, ponti termici dovuti alla presenza nell’involucro di pilastri o travi in cemento armato, tali da favorire il proliferare della muffa.

In un precedente articolo abbiamo approfondito il fenomeno della muffa e quanto sia nocivo per chi ci convive, soprattutto per i bambini.

Dove c’è la muffa non si vive bene: da una parte è pericolosa per la salute, dall’altra rende l’ambiente poco confortevole, anche per la sensazione di umidità e talvolta per l’odore che emana.

Inoltre, esteticamente è davvero terribile vederla proliferare, sopratutto lungo le pareti a Nord o negli angoli in prossimità di soffitto o pavimento. Una volta che ha fatto la sua comparsa non ce se ne libera più, proprio perché dipende dai materiali con cui è stata realizzata la casa.

Costruire case più efficienti

Solo a partire dal 1991, e dopo le crisi petrolifere del 1973 e del 1979, in Italia si cominciò a pensare al risparmio energetico e a costruzioni meno “energivore”.

Tuttavia la prima legge sul risparmio energetico, ossia la legge 10 del 1991, non apportò grandi rivoluzioni sul modo di costruire. Bastava un muro in laterizio di ultima generazione e isolare le tubazioni del riscaldamento per rientrare negli standard normativi.

La vera rivoluzione è avvenuta nel 2005, quando gli standard imposti dalla normativa sono stati davvero degni della politica europea sul risparmio energetico.

Questo ci ha obbligato a costruire edifici sempre più efficienti, che utilizzano il sole e la terra per riscaldare e raffrescare, progettati in modo da poter trattenere dentro il caldo in inverno e lasciarlo fuori durante l’estate.

Come abbiamo detto, però, la maggior parte degli edifici italiani è stata costruita prima del 1991, quando ancora non si conosceva la parola efficienza energetica.

Probabilmente anche tu vivi in un edificio degli anni ’80, magari nella tipica villetta singola o bifamiliare sovrapposta, e come te la maggior parte degli italiani.

Se da una parte questi edifici presentano problemi relativi ai consumi, e quindi chi ci abita è costretto a spendere di media intorno ai 1.500 – 2.000 euro all’anno per le bollette del gas, dall’altra, a differenza delle nuove costruzioni, presentano spazi ampi e stanze grandi e accoglienti.

Ed è questo uno dei motivi che oggi spinge la maggior parte delle persone in cerca di casa a dirigersi verso case costruite in media 30 – 40 anni fa.

Da una parte la classe energetica peggiore e l’età della casa fa si che queste case vengano vendute a un prezzo basso, dall’altra le superfici grandi e spaziose le rendono interessanti agli occhi dei possibili compratori.

Non solo, gli incentivi a disposizione permettono a chi acquista di renderle più efficienti, godendo di una serie di vantaggi e agevolazioni.

Di conseguenza, avendo la necessità di ristrutturare il loro nido d’amore, molte persone che hanno appena acquistato una casa anni ’70 o ’80 chiedono la nostra consulenza.

Si tratta di coppie sui quarant’anni che hanno deciso di trasferirsi in una casa più grande e comoda, magari per l’arrivo di un terzo figlio, oppure di coppie giovani che hanno intenzione di costruire la loro vita assieme e per questo hanno compiuto il passo impegnativo dell’acquisto della loro prima casa.

Ed ecco arrivare anche la necessità di rendere queste abitazioni più confortevoli e più efficienti.

Da dove cominciare?

Spesso chi acquista ha delle priorità o dei budget specifici a disposizione per poterle ristrutturare e riqualificare dal punto di vista energetico.

Di conseguenza, queste persone hanno anche la necessità di capire quali sono gli interventi più importanti da fare, e vogliono sapere come massimizzare le agevolazioni messe a disposizione dallo Stato o da altri enti.

Che cosa intendo per interventi più importanti?

Su un’abitazione si può decidere di intervenire sull’involucro (muri, tetti, solai) isolandolo per renderlo meno dispendioso di energia, oppure si può intervenire sull’impianto.

Anche parlando solo di involucro le possibilità sono tante: è meglio isolare il tetto o isolare le pareti? È meglio cambiare i serramenti o isolare il pavimento che sta sopra la cantina non riscaldata?

Lo stesso vale per l’impianto: meglio una termostufa o una pompa di calore? Meglio un impianto di riscaldamento/raffrescamento a pavimento o il tradizionale condizionatore?

E ancora: conviene mettere il fotovoltaico oppure no?

Tutti questi interventi possono essere detratti? Ne ho beneficio?

Queste sono le domande più frequenti che ci vengono poste dalle persone che richiedono la nostra consulenza.

La consulenza preliminare serve proprio a stabilire, attraverso specifiche analisi costi/benefici, quale tra tutti gli interventi possibili sull’abitazione risulta il più vantaggioso, perché permette di ridurre di più le bollette e, di conseguenza, di risparmiare più soldi a distanza di 5, 10 15 anni.

Dopo aver eseguito la consulenza preliminare e aver capito come intervenire sull’abitazione, ti seguiamo negli adempimenti burocratici (pratiche comunali), nella scelta dei fornitori/installatori, nel controllo della corretta esecuzione dei lavori e, infine, nella richiesta delle agevolazioni.

Se hai appena acquistato un’abitazione anni ’70 o ’80 e vorresti capire come migliorarla prima di andarci ad abitare, il primo passo che ti consiglio di fare è richiedere una consulenza a Progetto Biocasa.

In questo modo eviterai i consigli di impresari o impiantisti, che tenterebbero di venderti il loro prodotto anche se in realtà non sarebbe l’ideale per la tua casa. Così facendo andrai alla fonte del problema, per poi risolverlo nel miglior modo possibile.

Perciò non aspettare altro tempo, se vuoi rendere efficiente la tua casa anni ’80 e capire cosa possiamo fare di interessante per te, contattami qui.

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E se ti dicessi che finalmente puoi risparmiare
e vivere in una casa confortevole?

Scopri anche tu quali sono i 3 errori più comuni nella scelta di un cappotto termico e come evitarli:

• No a materiali scadenti che compromettono il corretto isolamento delle pareti
• Basta affidarsi a installatori e tecnici che non sanno quello che fanno
• No a problemi, sì a un sistema che ti permetta risparmiare e vivere bene


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